Donna di 41 anni morta all’ospedale di Salerno

Donna di 41 anni morta dopo aver atteso l’intervento dei medici su una barella per 24 ore all’ospedale Ruggi di Aragona di Salerno

Un episodio di malasanità verificatosi presso l’ospedale Ruggi di Aragona di Salerno, ha suscitato scalpore e indignazione nell’opinione pubblica.

Una donna di quarantuno anni, in seguito a forti dolori addominali, si recava presso il predetto nosocomio e attendeva per circa 24 ore in pronto soccorso prima di essere visitata.

I sanitari, dopo aver effettuato il controllo sulla donna, dimettevano la paziente con la raccomandazione di assumere alcuni antidolorifici per lenire il dolore.

La paziente rientrava a casa, ma purtroppo la situazione non migliorava affatto e il giorno seguente ritornava in ospedale poiché i dolori non erano scemati e diventavano insopportabili.

I sanitari a questo punto effettuavano una Tac addominale che rilevava la presenza di un’ischemia intestinale e di un’emorragia a livello addominale.

La paziente necessitava di un intervento chirurgico urgente che fu procrastinato sino a quando poi i sanitari decidevano di intervenire ed era oramai troppo tardi.

I familiari della vittima hanno presentato una denuncia alle autorità competenti per capire come si siano svolti effettivamente i fatti.

Il comportamento tenuto dai sanitari ha destato qualche sospetto soprattutto in relazione al trattamento ricevuto dalla donna in prima battuta, ma anche quando tornando in ospedale avrebbe dovuto essere sottoposta ad un intervento urgente che, invece, non è stato mai eseguito.

L’autorità competente ha disposto un’autopsia sul corpo della giovane per capire quali siano stati i reali motivi che hanno portato al decesso della medesima e dai risultati dell’indagine è emerso che se la donna fosse stata operata in tempo molto probabilmente la grave tragedia poteva essere evitata.

Questo triste episodio pone l’attenzione sulle lacune e sulle inefficienze presenti all’interno del reparto di pronto soccorso degli ospedali, che non sempre riescono a gestire al meglio le situazioni critiche.

Episodi come questi non fanno altro che aumentare la diffidenza, lo scetticismo e la sfiducia nei confronti della sanità e dei medici professionisti in generale.

 

Dott. Luigi Pinò

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